Web Statistics Web Statistics --> Web Analytics Tutte le news su Expo 2015 e Milano

Milano e l'Expo 2015



Giovedì 04 Jun 2015 09:37
| Permalink Expo 2015 – Continua a Milano, sede della manifestazione, il nostro tour di presentazione del libro "Le provocazioni di Expo". Vi aspettiamo venerdì 5 Giugno, alla fiera Expo-Training alle 16.15!

Allo spazio espositivo di Rho-Pero è stato finalmente tagliato il nastro di Expo Milano. Per sei mesi speriamo di lasciarci alle spalle anni di polemiche, scandali, inefficienze, per concentrarci invece del tutto sulle tematiche di cui tratterà la manifestazione. Per aiutarvi a farvi un'idea, il Caffè ha deciso di scrivere un libro, per approfondire le tematiche della manifestazione.

Il volume, intitolato "Le Provocazioni di Expo – La salute del pianeta nelle mani del consumatore", è un viaggio tra le questioni della sicurezza alimentare e dell'agricoltura sostenibile, per sottolineare come la salute del pianeta e la sua sicurezza dipendano anche dal comportamento responsabile dei cittadini/consumatori.

Venerdì 5 Giugno, a partire dalle 16.15, presso la fiera Expo-Training (Fiera Milano City – MiCo Ala Nord, stand A43) a Milano Il Caffè Geopolitico presenterà il libro in collaborazione con la casa editrice In Dialogo, ospiti della manifestazione di Fidae Lombardia "CHI BEN COMINCIA Insieme per la buona scuola".


Mercoledì 03 Jun 2015 06:42
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Come le bellissime fotografie dell'illuminazione dell'Albero della Vita dimostrano, Expo di sera può essere davvero spettacolare. E molto accessibile, anche grazie al biglietto serale a soli 5 euro. Tuttavia le code ai tornelli di ingresso dei primi weekend e la dimensioni stesse del sito espositivo possono scoraggiare anche i più motivati. Quindi, nel caso vi stiate chiedendo se ne valga la pena, abbiamo fatto una prova per voi. Il risultato? Una gita molto piacevole, a patto di seguire alcune accortezze.

Comprate i biglietti con almeno un giorno d'anticipo. Il sito internet di Expo permette di comprare i biglietti serali di Expo solo con data aperta, quindi non potrete acquistare direttamente un biglietto per una certa data, ma dovrete selezionare il giorno scelto in un secondo passaggio dopo aver comprato con opzione data aperta [questo non è chiarissimo sul sito, ma il profilo Twitter ufficiale di informazioni @AskExpo me lo ha gentilmente chiarito]. Attenzione: ai tornelli vi servirà il biglietto che vi verrà inviato via mail con l'acquisto, ma sarà meglio portare anche la mail di "conferma data di ingresso" selezionata.

Giocate d'anticipo. Il biglietto serale vi permette l'ingresso a partire dalle 19. Cercate di partire in modo di essere sul sito con un anticipo di 20-30 minuti perché i tornelli sono in realtà veri e propri controlli in stile aeroportuale e richiedono un certo tempo. E lasciate a casa i vari oggetti metallici che rallentano il passaggio sotto i metal detector – ogni minuto è prezioso!

Fate scelte strategiche. Siete dentro! A questo punto saranno circa le 19:15. Molti padiglioni chiudono l'area mostra intorno alle 21-21:30. Quindi, questo è il momento in cui sfruttare al massimo la vostra visita. Studiatevi prima le varie aree di Expo e scegliete 5 padiglioni che vorreste visitare. Non riuscirete a vederne bene molti di più. Inoltre, se possibile, selezionate padiglioni vicini tra loro: Expo è enorme, non perdete tempo negli spostamenti. Qualche suggerimento? Nel caso sia la vostra prima visita a Expo non trascurate il Padiglione Zero, che è pensato come introduzione a tutta l'esposizione ed è anche il primo che troverete all'entrata arrivando in metro. La varietà del cibo presente sul nostro pianeta, la bellezza delle ricchezze naturali e la vergogna dello spreco sono rappresentate in modo spettacolare. Con una corsa potrete anche riuscire a entrare anche nello splendido padiglione giapponese (ultimo accesso alle 20). E non dimenticate di farvi due salti sulle enormi reti elastiche del padiglione più divertente, quello brasiliano.

Languorino? A questo punto, probabilmente, avrete fame. A Expo i ristoranti sono tantissimi e avrete l'imbarazzo della scelta. Impossibile confrontare tutti i menu e i costi, ci mettereste troppo solo per capire cosa offrano i vari locali: meglio scegliere a prioriun tipo di cucina che vi ispira e provare quella. Nel caso preferiate non fermarvi per troppo tempo optate per uno dei bar e chioschi che propongono street food, soddisfazione garantita a prezzi politici.

Buio. Cala la sera, i padiglioni chiudono. Perfetto, è il momento migliore per andarsi a godere lo spettacolo luminoso dell'Albero della Vita. Sarà una ottima occasione per rilassarsi un po' con il naso all'insù dopo aver corso in lungo e in largo per cardo e decumano. E per incamminarsi, pian piano, verso l'uscita.

Bonus: Arts & Foods! Pensavate fosse finita? E invece no,  perché il biglietto serale di Expo vi permette anche l'accesso all'unico padiglione esterno della manifestazione, quello allestito presso la Triennale di Milano: Arts & Foods. Tra hamburger giganti, riproduzioni integrali dei bar italiani di inizio '900 e intere case fatte di pane, la mostra ripercorre la pluralità di linguaggi visuali e plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851 fino ad oggi hanno ruotato intorno al cibo. Per entrare basta presentarsi al museo nella giornata che preferite con il proprio biglietto di Expo, senza necessità di prenotare o limiti di tempo se non la fine della mostra (1 novembre 2015).

Insomma, tra serata a Expo e pomeriggio al museo della Triennale il biglietto serale diventa quindi incredibilmente conveniente. E promosso a pieni voti.

Domenica 31 May 2015 03:41
| Permalink Secondo un'indagine di Federalberghi, dal 1 maggio, giorno di apertura, a oggi quasi 1,9 milioni di italiani hanno visitato l'Expo, tra maggiorenni e minorenni. Per il ponte del 2 Giugno saranno poco più di 300mila i connazionali che approfitteranno dei giorni di vacanza per una visita ai padiglioni a Rho-Fiera.


Tra quelli che partiranno per il ponte 160mila effettueranno una visita giornaliera, oltre 75mila pernotteranno almeno una notte (dormendo per il 50% dei casi in albergo, per il 25% in casa di parenti o amici e per un altro 25% in bed and breakfast). I restanti 66mila sono ancora indecisi se prolungheranno la loro visita oltre le ventiquattro ore.

da TGCom24


Venerdì 29 May 2015 12:29
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Veterano di Libano, Somalia e Bosnia, oggi l'ex-generale di brigata Giancarlo Coscia è il responsabile della sicurezza sul sito dell'Esposizione Universale. I controllo sono quattro volte più lunghi di quanto promesso da Giuseppe Sala, nonostante la questura abbia allargato le maglie dei controlli

(Foto: AP/LaPresse)

Non poteva mancare un generale all'Expo di Milano. Si chiama Giancarlo Coscia, ex generale di brigata dell'esercito italiano con trascorsi in LibanoSomalia e nella ex Jugoslavia. Oggi è il security manager di Allsystem, la società che guida il raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato l'appalto da 24.000.000 euro per la sorveglianza armata e dei servizi di controllo accessi dell'esposizione universale.

Filtro agli ingressi

Un tema, quello degli accessi, diventato rovente dopo l'agguato avvenuto lo scorso 9 aprile nel tribunale di Milano dove Claudio Giardiello entrò indisturbato con una pistola e fece tre vittime.

Anche lì, come all'Expo, è la Allsystem a gestire i controlli degli accessi. "Una commissione interna al tribunale, in accordo con il comune di Milano proprietario dell'edificio, decisero di rimuovere la guardia giurata e il controllo radiogeno da quell'ingresso nel luglio dello scorso anno [2014, ndr]", afferma a Wired il generale Coscia. "Noi non abbiamo potuto che prendere atto della decisione che ci è stata comunicata, evidenziando che a nostro parere si creava un problema di sicurezza". Non una questione di personale addetto al controllo dunque, bensì della tipologia di ingresso nel palazzo di giustizia: da quell'entrata il metal-detector era stato rimosso.

Oggi all'Expo un visitatore impiega circa 40 secondi per superare i controlli e mettere piede nel sito espositivo, a differenza dei 10 secondi previsti lo scorso aprile dal commissario unico Giuseppe Sala. Al netto della coda, naturalmente. La tecnologia a disposizione è quella tipica aeroportuale dove il metal-detector passa al setaccio il visitatore, vengono rimossi eventuali orologi, a cui segue un'ispezione manuale ai vestiti e bagagli. La maglia è però più larga rispetto alla normativa di sicurezza vigente negli aeroporti italiani. "E' vero che i liquidi all'Expo possono passare, ma per il resto le regole e i controlli sono in linea con quelli aeroportuali", spiega Coscia. "Sono le disposizioni della Questura, e noi non facciamo altro che seguirle alla lettera".

Ma non sono solo gli accessi ad essere pattugliati dall'esercito di Coscia. Sono circa 500 le guardie giurate impiegate giornalmente su tutta l'area, con pistola nella fondina e alle spalle un addestramento specifico per l'Expo. "Antiterrorismo, psicologia della folla, controllo radiogeno…il 40% delle guardie giurate all'Expo è personale nostro, il resto appartiene alle altre società in ATI e dirottato su compiti più semplici", spiega il generale. Altri 350 operatori fiduciari agevolano gli ingressi e veicolano i visitatori.

In quanto a capienza, le disposizioni sono chiare. "Il sito potrebbe, in linea teorica, ospitare anche 400.000 visitatori ma in fatto di sicurezza siamo in grado di monitorare non più di 250.000 persone contemporaneamente", spiega Coscia. Nasce da qui, dunque, il dato fornito da Expo Spa sul picco massimo di ingressi giornalieri, e non da una previsione sull'afflusso dei visitatori.

E cosa succede se, per esempio, viene segnalata una borsa abbandonata all'interno del sito espositivo? "La procedura prevede dapprima la segnalazione alle forze dell'ordine, poi la messa in sicurezza dell'area interessata, e in base alla stima della pericolosità viene fatto intervenire il nucleo pertinente", conclude Coscia.

La sala dei bottoni

Ma il vero cervello della sicurezza dell'expo è il Centro di Comando e Controllo sito in via Drago, a circa due chilometri dal sito espositivo. La progettazione, la creazione e la gestione è in mano a Selex ES, colosso nel settore dell'elettronica per la sicurezza e la difesa di proprietà di Finmeccanica, che si è aggiudicata l'appalto da 28.315.000 euro per il 'Safe city & main operator center partner'.


giorno e notte ogni centimetro del sito espositivo, in una sorta di Grande Fratello della fiera. Videosorveglianza, sistemi per annunci di emergenza, sensori di fumo, tecnologie per la comunicazione con il personale addetto alla sicurezza: il sistema nervoso dell'esposizione universale è fatto di fibre, cavi elettrici e lenti che raccolgono dati e informazioni e vengono trasmesse sui monitor del centro di comando.

Un altro mini esercito di 700 telecamere focali, termiche e ad infrarossi. "Le telecamere sono principalmente installate lungo il perimetro e la piastra, i cardi e i cluster, oltre che nei padiglioni che si sono affidati a Selex ES per le infrastrutture di sorveglianza (Palazzo Italia, i padiglioni di Oman, Qatar, UAE, Brasile, FederAlimentare, FCANewHolland, ndr)", dice a Wired Giorgio Mosca, responsabile della Security & information system per Selex. Ci sono poi altri venti centri di comando locali per quei padiglioni e quindici per le aree di servizio.

Ma chi ha l'ultima parola all'interno del centro di via Drago? In caso di emergenza, il personale addetto alla sicurezza viene coordinato dal responsabile di via Drago, ovvero dai rappresentati delle forze dell'ordine e delle agenzie governative presenti all'interno del centro stesso.


Da wired.it con licenza creative commons

Mercoledì 27 May 2015 07:19
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Granarolo rappresenta la filiera italiana del latte a Expo 2015 

Il Gruppo Granarolo è il maggiore operatore agro industriale del Paese a capitale italiano e rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da 1000 produttori associati in forma cooperativa. Granarolo conta oggi 12 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 in Francia ed 1 in Cile. 


The Milk Experience 

Granarolo, presente in Padiglione Italia, offre ai visitatori un viaggio esperienziale attraverso tappe e installazioni lungo il percorso storico, artigianale, territoriale e artistico del latte e dei suoi derivati. Vengono proposti momenti coinvolgenti, ludici e interattivi, inclusa la possibilità di degustare specialità alimentari tra le più rappresentative del Made in Italy. 

Granarolo ospita inoltre una delle più belle rappresentazioni della Madonna del Latte risalente al 1400 dello scultore rinascimentale Francesco di Simone Ferrucci, per concessione della fondazione Lercaro di Bologna. 



Milano, 29.05.15 - La Festa del Latte, Cardo Sud Expo 2015 intende festeggiare la giornata del latte con Granarolo. Prevista una conferenza stampa sulla salvaguardia delle eccellenze italiane che vede tra i relatori anche il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con delega all'Expo Maurizio Martina. Per il pubblico del Cardo Sud sono previsti anche momenti ricreativi a tema con i campioni nazionali della Federazione Italiana di Ginnastica artistica, ritmica e aerobica, le protagoniste del docu-reality «Ginnaste - Vite parallele» e laboratori sul latte organizzati in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci» di Milano. Previste anche attività ricreative per sostenere Africa Milk Project, una delle best practice di Expo 2015. 

Milano, 14.07.15 - Il latte e la cooperazione, Auditorium Padiglione Italia Tavola rotonda sul latte e la cooperazione. A confronto esperti nazionali e internazionali di Nomisma e di una delle più importanti banche europee. Fra i relatori anche il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con delega all'Expo Maurizio Martina; il Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo Paolo De Castro e i rappresentanti di alcune delle principali cooperative europee. 



Milano, 05.09.15 - Il latte e l'uomo. Il latte nella cultura dei popoli. Sfide future, Auditorium Padiglione Italia Tavola rotonda sul ruolo del latte nella nutrizione infantile nel mondo, con testimonianze nei 5 continenti. Al tavolo massimi esperti internazionali, tra i quali il Direttore del Master Europeo «Storia e cultura dell'alimentazione» dell'Università di Bologna Massimo Montanari e il Professore associato di Pediatria dell'Università di Verona Claudio Maffeis. Testimonianze anche da Africa Milk Project, una delle 5 best practice al mondo selezionate dalla commissione Expo 2015 per dare una risposta alle necessità del pianeta. 

Milano, 20.10.15 - Osservatorio Permanente sulla filiera italiana del latte "Mangiar Sano, Filiera Italiana", Teatro della Biodiversità Presentazione della ricerca dell'Osservatorio italiano permanente sulla filiera italiana del latte realizzato in collaborazione con le Associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Adoc, Movimento Consumatori, Cittadinanzattiva) e con il Mipaaf. 


Martedì 26 May 2015 09:09
| Permalink Esteso l'orario di apertura di Expo Milano 2015: il sabato, la domenica e gli altri festivi il sito espositivo sarà aperto al pubblico dalle ore 10 alle 24. 
Il nuovo orario entrerà in vigore sabato 30 maggio. Il prezzo del biglietto serale, valido a partire dalle ore 19, rimarrà invariato a 5 euro.

L'allungamento dell'orario è stato reso possibile «grazie alla fattiva collaborazione delle istituzioni locali e delle aziende interessate ai pubblici servizi».
Martedì 26 May 2015 08:05
| Permalink Tigullio e Golfo Paradiso si preparano per il grande momento di Expo, in programma mercoledì 27 maggio: undici Comuni del Levante ligure (Chiavari, Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Lavagna, Cogorno, Sestri Levante, Casarza Ligure, Moneglia, Leivi, Zoagli) saranno protagonisti dello spazio dedicato alle macro aree della Regione Liguria, nel Padiglione Italia, con varie iniziative per promuovere e far conoscere le specificità e le eccellenze territoriali collegate al tema di Expo.

Fra le tante attività proposte spiccano uno showcooking a cura della scuola alberghiera di Lavagna e di alcuni ristoratori del Tigullio; incontri dedicati ai sentieri escursionistici in mountain bike e al Premio Andersen – Baia delle Favole; la presentazione del tipico merletto di Portofino; un'esibizione degli sbandieratori di Lavagna; il concerto "Napo canta De Andrè", offerto dal Comune di Chiavari; il Bagnun di Sestri Levante, i "cubeletti" e i cantastorie di Rapallo; la conca degli ulivi e la cosmetica all'olio di oliva di Leivi; i testaieu di Cogorno offerti dall'Accademia; le sete e i damaschi di Zoagli; il vino di Verici di Casarza, i Sorrisi di Chiavari, i gamberi di Santa Margherita Ligure e la focaccia di Portofino. In evidenza anche il turismo balneare di Moneglia e le attività agricole di Casarza Ligure.

Una partecipazione resa possibile anche grazie al contributo economico e di idee del Sistema Turistico Locale Terre di Portofino.
Il Tigullio vola a Expo

Tante le iniziative dei Comuni del Tigullio e del Golfo Paradiso in programma nello Spazio Liguria a Expo. Lavagna offrirà un assaggio di spettacolo e di gusto della rievocazione storica della Torta dei Fieschi: mentre una delegazione dei Sestieri di Lavagna si esibirà con giochi di bandiera e danze antiche, al pubblico verrà distribuito un gustoso assaggio della Torta preparata dalla scuola alberghiera, che subito dopo sarà anche protagonista di uno showcooking con lo chef Paolo Passano.

Santa Margherita Ligure proporrà invece le proprie bellezze naturalistiche, artistiche, culturali e ovviamente culinarie. Sarà presente anche la Società Progetto Santa per promuovere il complesso di Villa Durazzo, una delle location più esclusive per cerimonie, matrimoni ed eventi.

Rapallo offrirà al grande pubblico le prelibatezze del territorio, con particolare riferimento ai prodotti Deco (Denominazione Comunale di Origine). Verrà inoltre illustrata l'iniziativa "Il Buon Samaritano", che ha l'obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari.

Il Comune di Zoagli presenterà infine le proprie bellezze naturalistiche e artistiche e alcune produzioni artigianali legate all'arte della tessitura della seta (velluti operati, velluti lisci e mirabili damaschi fiorati), entrambe ancora attive. Verrà, inoltre, proposto un assaggio del tipico "biscotto" zoagliese.
da http://www.bjliguria.it
Martedì 26 May 2015 08:02
| Permalink Bibite gassate, carni rosse, patatine fritte e pane preparato con farina raffinata. E' così che le multinazionali presenti ad Expo 2015 pensano di nutrire il Pianeta? Questo l'argomento al centro della puntata di Report di domenica 24 maggio 2015.
Ai microfoni della trasmissione il professor Franco Berrino ha confermato che proprio i quattro cibi sotto accusa, tipici del fast food, sono tra i responsabili dell'aumento di peso della popolazione. Sappiamo bene che panini con hamburger, Coca Cola e patatine fritte attirano molto i bambini, ecco che allora la loro salute è a rischio.
In ogni caso, McDonald's e Coca Cola per sei mesi saranno gli sponsor ufficiali di Expo 2015e offriranno ai visitatori questa tipologia di cibi e bevande, proprio all'interno di una manifestazione internazionale che dovrebbe essere incentrata sul tema dell'alimentazione salutare e sostenibile.

Nella propria rubrica settimanale dedicata al cibo Report mette al centro gli zuccheri aggiunti nei prodotti alimentari industriali e si ricollega ad Expo e ai suoi sponsor principali: oltre a McDonald's e Coca Cola troviamo anche Unilever e Nestlé, con il marchio Perugina, che con pochi milioni di euro ad Expo hanno comprato lo sponsor più conveniente del mondo per la loro immagine.
Quale sarà l'eredità che le multinazionali alimentari ci lasceranno dopo Expo? La speranza è che non si tratti di obesità e diabete. Lo zucchero raffinato è tra le principali cause del diabete ed è un ingrediente immancabile nelle bibite gassate, che a loro volta contribuiscono alla diffusione dell'obesità.
Report a questo proposito si è rivolto direttamente a Coca Cola. Questa la risposta del portavoce della multinazionale, Vittorio Cino, direttore comunicazione di Coca Cola: "Non è vero che la bevanda zuccherata di per sé provoca l'obesità, tutto dipende dall'uso che se ne fa".
Report dunque passa la parola a Enzo Spisni, docente di nutrizione dell'Università di Bologna, secondo cui "Siamo assolutamente certi che gli zuccheri aggiunti agli alimenti sono corresponsabili – non i soli responsabili – della sindrome metabolica". La sindrome metabolica comprende una serie di problematiche, tra cui diabete, obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari e ipertensione.
La trasmissione fa anche un confronto tra il protocollo sull'alimentazione presentato dal Barilla Center for Food and Nutrition e la Carta di Milano. Da quest'ultima, documento ufficiale presentato ad Expo e tradotto in 13 lingue, la parola obesità è quasi sparita, dato che è nominata una sola volta, rispetto alle 12 volte in cui il termine era stato nominato nel protocollo di Barilla. Nessuno ha parlato di obesità nemmeno durante l'inaugurazione di Expo.
Probabilmente in difesa delle multinazionali che fanno da sponsor alla manifestazione? E, in ogni caso, lo zucchero aggiunto è presente in numerosi prodotti da supermercato, compresi quelli a marchio Barilla. Lo zucchero aggiunto crea una vera e propria dipendenza, al pari di una droga, come ha sottolineato l'esperto di nutrizione intervistato da Report.
Probabilmente in difesa delle multinazionali che fanno da sponsor alla manifestazione? E, in ogni caso, lo zucchero aggiunto è presente in numerosi prodotti da supermercato, compresi quelli a marchio Barilla. Lo zucchero aggiunto crea una vera e propria dipendenza, al pari di una droga, come ha sottolineato l'esperto di nutrizione intervistato da Report.
Il Codice europeo contro il cancro dice espressamente di limitare i cibi che contengono molti zuccheri e grassi e di evitare le bevande zuccherate e la carne conservata. Secondo Coca Cola, invece, sulla base delle dichiarazioni raccolte da Report, non esiste nessun prodotto alimentare in vendita che di per sé faccia male alla salute.
Come emerge da Report, gli spot sull'alimentazione di Expo 2015 danno il classico consiglio di "mangiare un po' di tutto". Un consiglio che non vieta di certo di introdurre nella propria alimentazione merendine e bibite gassate, per la gioia delle multinazionali che sponsorizzano l'esposizione universale.
Infine, durante l'intervista di Report, Coca Cola tramite il proprio direttore della comunicazione ha confermato di aver investito 10 miliardi di euro per essere presente ad Expo 2015 come sponsor. Dunque gli sponsor, in quanto tali, pagano per essere presenti all'Expo, nonostante si sia tentato di negarlo. Una conferma in più del fatto che a Expo 2015 le multinaizonali nutrono loro stesse, non il Pianeta.

da greenme.it
Lunedì 25 May 2015 12:34
| Permalink Musica, colori e abiti tradizionali hanno caratterizzato il National day dell'Eritrea, celebrato oggi a Expo 2015. La giornata ha preso il via con gli inni nazionali italiano ed eritreo e la cerimonia dell'alzabandiera davanti al Media center, alla presenza del ministro eritreo Woldemicael Abraha Angemicael, il commissario generale di Expo 2015 Bruno Antonio Pasquino e il commissario unico Giuseppe Sala. "Abbiamo apprezzato la scelta dell'Eritrea di partecipare al cluster delle zone aride – spiega Pasquino -. Expo è una vetrina di grande rilievo per presentare le migliori soluzioni sul fronte della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale. E l'Eritrea ha molto da dire su questi temi, con la sua esperienza nell'uso intelligente delle risorse idriche".

Per la comunità eritrea, i festeggiamenti hanno coinciso con le celebrazioni per la festa dell'Indipendenza nazionale, che cade proprio oggi. "Expo 2015 - sottolinea il ministro eritreo - è una straordinaria piattaforma per condividere esperienze e best practice. Il tema 'Nutrire il pianeta, energia per la vita' riflette la sfida principale su cui il nostro Paese è impegnato da tempo: trovare soluzioni per contrastare la scarsità di acqua".

Al termine della cerimonia, danzatori e musicisti hanno percorso il decumano fino a raggiungere il padiglione dell'Eritrea, all'interno del cluster dedicato all'agricoltura e alla nutrizione nelle zone aride. Qui, show cooking e degustazioni hanno accolto i visitatori, invitandoli a scoprire piatti e specialità tipiche. La delegazione eritrea ha quindi fatto visita a Palazzo Italia, dove ha incontrato il commissario generale del Padiglione Italia Diana Bracco.

da adnkronos.com
Lunedì 25 May 2015 08:29
| Permalink Il futuro delle aree di Expo 2015 è ancora incerto, ma ecco cosa è rimasto delle scorse fiere universali, dalle desolanti Hannover e Siviglia ai parchi delle prime Esposizioni, passando per Torino, Genova e Roma. Pochi i promossi e tanti i bocciati


Expo 2000, Hannover: Padiglione della speranza; Buchhalla une partners (Foto di Claudio Gobbi)

Cosa lascerà a Milano Expo 2015? Quale sarà il futuro delle areeche in queste settimane stanno ospitando l'Esposizione Universale? Il Comune di Milano ha imposto il riutilizzo solo del 40% della superficie, visto che il 60% dovrà essere destinato ad aree verdi. Ma su cosa accadrà nei padiglioni a cavallo tra Milano e Rho tra qualche mese, ancora nulla di cerco. Indecisione e vuoto che non sono una novità nei panorami post Expo. Qualche anno fa l'Ordine degli Architetti di Milano ha chiesto a cinque fotografiuno sguardo tra gli edifici che un tempo hanno ospitato un'Esposizione Universale. Cinque reportage – raccolti in "Expo dopo Expo" – che hanno restituito una fotografia non sempre positiva tra opere in disuso e palazzi crepati dal tempo.

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Expo 1992, Siviglia: Vista panoramica dalla Torre Schindler (Foto di Claudio Sabatino)

Expo 1992, Siviglia: Stazione ferroviaria (Foto di Claudio Sabatino)

Expo 1998, Lisbona: Padiglione Portoghese; Alvaro Siza e Eduardo Souto de Moura (Foto di Marco Introini)

Expo 1998, Lisbona: Vista dal dock di Olivais (Foto di Marco Introini)

Expo 1998, Lisbona: Edificio Ecran; Troufa Real (Foto di Marco Introini)
01/05Expo 1992, Siviglia: Vista panoramica dalla Torre Schindler (Foto di Claudio Sabatino)
1) EXPO 1992, SIVIGLIA. L'area prescelta è l'isola della Cartuja, 215 ettari collegati al centro storico con un ponte. Il tema "L'era delle scoperte", a 500 anni dall'arrivo di Colombo in America. All'indomani di Expo nasce Cartuja 93, società mista pubblico/privata che realizza sull'area post Expo un parco divertimento. Poi nel 1999, la costruzione dello Stadio Olimpico. Oggi l'isola si è trasformata in un grande Parco tecnologico. Ma secondo l'Ordine degli Architetti di Milano, il riuso dell'isola è stato limitato, e l'area è diventata "una comoda valvola di sfogo in grado di assorbire servizi per lo più disomogenei".

2) EXPO 1998, LISBONA. In un'area di 5 chilometri di lunghezza e 600 metri di profondità, con il tema "Oceani patrimonio del futuro", l'Esposizione voleva dare un nuovo volto a una zona industriale e desolata. Si tratta di un'area dismessa, metà della quale viene impiegata a fini residenziali. Tanto che la vendita dei terreni su cui costruire finanzierà gran parte delle manifestazioni Expo. Tra le costruzioni mantenute in vita, l'Oceanario formato da 5 ambienti marini e la Torre di Vasco da Gama. Strutture che hanno reso la città più internazionale. Peccato per i grandi edifici, come il padiglione di Siza, per cui non si è ancora trovata una destinazione.

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Expo 2000, Hannover: Padiglione Olandese; MVRDV (Foto di Claudio Gobbi)

Expo 2000, Hannover: Padiglione della speranza; Buchhalla und partners (Foto di Claudio Gobbi)

Expo 2000, Hannover: Padiglione Jemenita; autore non citato (Foto di Claudio Gobbi)

Expo 2002, Suisse: 'Potere e Libertà', Biel Bienne; COOP HIMMELB(L)AU'Natura e Artificio', Neuchàtel; Multipack (foto di Maurizio Montagna)

Expo 2002, Suisse: 'Istante e Eternità', Morat; Jean Nouvel, Io e l'Universo', Yverdon les Bains; Diller e Scofidio (foto di Maurizio Montagna)

Expo 2008, Saragozza: Padiglioni dei Paesi Partecipanti; César Arcarate, Raimundo Bambò, Juliàn Valdés, Alberto Caballero (Foto di Gabriele Basilico)

Expo 2008, Saragozza: Padiglione della Sete; Enric Ruiz Geli/Cloud 9 (Foto di Gabriele Basilico)
01/07Expo 2000, Hannover: Padiglione Olandese; MVRDV (Foto di Claudio Gobbi)
3) EXPO 2000, HANNOVER. Tema dell'Esposizione: "Uomo, natura e tecnologia". Si utilizzano i terreni della Fiera esistente del 1947 (100 ettari), ingrandendoli di 70 ettari e collegandoli con un ponte. La fiera si chiude con un deficit pesante (1,2 miliardi di euro): sono stati solo 18 milioni i visitatori, sui 40 milioni previsti. L'Expo si salva dall'oblio grazie ad alcune architetture, tra cui il Padiglione Olandese, che tuttavia restano inutilizzate.

4) EXPO 2002, SUISSE. Rassegna nata con scarse risorse (gli sponsor che avrebbero dovuto coprire il 65% dei costi si ritirano a metà del percorso), l'Expo svizzera (42 ettari, 10 milioni di visitatori) era divisa su 4 aree focali. Le Monde la definì come "una delle esposizioni più sorprendenti e oneste del nuovo secolo", per l'attenzione all'ambiente e nelle procedure di smontaggio e riuso, che hanno limitato l'impatto dell'Expo sull'area espositiva.

5) EXPO 2008, SARAGOZZA. Con il tema "Acqua e sviluppo sostenibile", l'Esposizione ha avuto un numero basso di visitatori (5,5 milioni). Ad oggi il riuso dell'area è fermo. "L'ipotesi di creare una zona per aziende nella fase del dopo Expo non ha avuto successo", è l'analisi dell'Ordine degli Architetti milanese.

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Expo 1876, Philadelphia. Come appare oggi il Fairmount Park (Foto di Frederikto (Own work) CC)

Expo 1876, Philadelphia. Acquedotto all'interno del Fairmount Park (Foto di Jack E. Boucher [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons

Expo 1982, Knoxville: Il parco e la sunsphere dopo la riqualificazione dell'area (Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons)

Expo 1974, Spokane: Riverfront Park (Foto di Me - I (WRE451 (talk). Licensed under GFDL via Wikipedia)
01/04Expo 1876, Philadelphia. Come appare oggi il Fairmount Park (Foto di Frederikto (Own work) CC)
Dando uno sguardo all'elenco delle Expo, si nota come l'eredità di alcune delle Esposizioni del passato fossero ridotte perché diverso era il concept della fiera. Nei primi anni, infatti, si preferiva avere strutture che si potessero poi smontare o eliminate. Come accadde a Philadelphia nel 1976, dove i padiglioni sono stati eliminato e l'area – Fairmount Park – è diventata uno dei più grandi complessi di parchi degli Stati Uniti (oltre 3.700 ettari). Altro regalo green dall'Esposizione americana del 1974 a Spokane, la prima ad avere come tema l'ambiente. Al termine della fiera, tenuta sulle rive del fiume Spokane, è stato creato il Riverfront Park, un parco pubblico di 100 ettari con teatro, cascate, parco giochi e una pista di pattinaggio inclusi. Formula simile per l'Expo del 1982 a Knoxville. Il sito scelto per l'esposizione americana era un deposito ferroviario abbandonato vicino al centro città. Dopo Expo, quasi tutti i padiglioni sono stati smantellati e l'area trasformata in un grande parco cittadino mentre sulla Sunsphere(aperta al pubblico nel 2007), ormai simbolo della città, ci sono uffici e caffè.

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Expo 1961, Torino. I resti della stazione sud della monorotaia (Foto di Pmk58 - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons)

Expo 1961, Torino. Stazione nord della Monorotaia prima della ristrutturazione del 2005 (Foto di Mario Antonio Rossi)

Expo 1906, Milano. L'Aquario è stato l'unico padiglione a non essere distrutto al termine dell'Esposizione(Foto di Federico Brunetti)

Expo 1992, Genova: il "Bigo" (Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikipedia)

Expo 1942, Roma: Veduta aerea dell'EUR oggi (Foto di Valerio Ferrara - Opera propria. Con licenza FAL tramite Wikimedia Commons)

Visione panoramica dell'EUR, quartiere direzionale di Roma

Il Palazzo della Civiltà Italiana all'EUR, Roma. Vista da viale della Civiltà del Lavoro. (Foto di Blackcat - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikipedia)
01/07Expo 1961, Torino. I resti della stazione sud della monorotaia (Foto di Pmk58 - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons)
E come non dare uno sguardo ai lasciti delle Esposizioni tutte Italiane? A Expo 1906, a Milano, tutti i padiglioni sono stati allestiti per non durare oltre il tempo della fiera, tranne l'Acquario (uno dei più significativi edifici liberty di Milano), progettato dell'architetto Sebastiano Locati e situato accanto all'Arena. Nel 1942, invece, l'Expo progettato per andare in scena a Roma non ebbe luogo a causa della guerra, ma lasciò in eredità il famoso Palazzo della Civiltà italiana. Il progetto era quello di fare un'esposizione su un terreno da recuperare a sud della città. L'area prese il nome di Eur e venne allargata dopo la guerra diventando zona residenziale e sede di uffici anche governativi.

Qualche problema in più si è avuto dopo l'Expo 1961, a Torino. Expo nato per festeggiare il primo centenario dell'Unità d'Italia, tra le attrazioni principali la monorotaia Alweg che però ha smesso di funzionare pochi mesi dopo la fine della manifestazione. Rimase poi per anni in disuso fino a quando, durante un'ispezione negli anni '70, si scoprì che il mezzo era andato distrutto in un incendio. Nel 1994 il viadotto è stato poi smantellato completamente a causa della caduta di alcuni calcinacci. Dal 2006 la stazione Nord ospita la "Casa UGI", unione genitori italiani contro il tumore dei bambini.

E non poteva che svolgersi a Genova l'Expo per "proteggere le acque del mondo" nel 1992. La fiera si svolse al Porto antico e permise la ristrutturazione della zona su progetto dell'architetto genovese Renzo Piano. Le due principali attrazioni furono l'acquario e il grande "bigo" (la gru usata per carico e scarico delle merci nel porto). Negli anni seguenti nel porto si è aggiunta la Biosfera, una struttura a forma sferica situata accanto all'acquario contenente un ecosistema tropicale. Dopo i primi esperimenti fallimentari, oggi è funzionante


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